lunedì 30 marzo 2015

Giorno 4- PR all'arrembaggio!


La mattina c’è un vento del porcamiseria.
A un certo punto sembra ci sia una mini-tempesta di sabbia nella Piazzetta e io penso “Ecco, lo tsunami”. Invece no, poi si calma e torna a livelli accettabili di porcamiseria.
A proposito di vento, Luca  starnutisce così forte che si sposta di due metri e  due vecchietti rischiano l’infarto.
Nel pomeriggio torniamo nel deserto, dove incredibilmente avvistiamo esemplari di Nudista Timidi.
Il Nudista Timido è un errore evolutivo non previsto dalla teoria darwiniana,poiché disadattato per definizione: se ti avvicini copre le sue intimità.  Ma che nudista sei? Shame on you.
Allora vèstiti e smettila di fingerti alternativo.
Facciamo la spesa e un venditore di qualcosa (non sempre capiamo cosa cercano di propinarci) dice che ho gli occhi da persona che fa uso di marijuana (dicesi in italiano ‘fattone’). Il che non è un gran complimento visto che non fumo. Forse voleva vendermi something to smoke.
La sera finalmente arriviamo nella zona della Kasbah, la zona dei locali, e svariate bellissime ragazze ci corrono incontro: qualcosa non va, troppo strano. Qui c’è sotto un atrappola sicuramente.
E infatti scopriamo dove sono finite tutte le ragazze dell’isola che non abbiamo visto nei giorni precedenti: FANNO LE PR in zona Kasbah! Ci corrono incontro come fossimo lepri(e loro levrieri) per cercare di portarci nei locali per cui lavorano. Ci abbordano in ogni lingua possibile, ci seducono con ogni sorriso disponibile, eppure resistiamo nella nostra taccagneria e diciamo “Forse, dopo, ora facciamo un giro” (che scopriamo essere la tipica scusa degli italiani da queste parti).
A un certo punto i PR sono così tanti, sia maschi che femmine, che ci propongono la discoteca X o il bar Y o il giro in barca Z…così tanti che non li distinguo più dagli spacciatori. Più avanti scoprirò che alcuni spacciatori sono anche PR e viceversa.
Tutta la nostra resistenza taccagna va sprecata perché poi finiamo in uno dei mille barettini della zona tramite l’ennesima PR  (e la cameriera carina con gli occhi cerbiatti), ascoltando un pessimo karaoke e bevendo un’ inaudita vodka-fanta.
E alle 11 siamo già abbastanza saturi di non-emozioni da decidere di tornare a casa.
Siamo decisamente fuori dal tunnel del divertimento.

 Memorabile il dialogo con una simpatica PR:
PR: “Ah, italiani…Vi piace futbol?”
Io: “No”
PR:” No tenemos otro da dir”


Prima di tornare a casa riusciamo anche a finire al famoso Pacha, la discoteca più ‘in’ del posto. Qui conosciamo la prima ragazza del nostro viaggio che non cerca di venderci qualcosa . In realtà quando ci andiamo noi il Pacha non è davvero aperto. Perchèal pacha, il locale più esclusivo di Playa Del Ingles, la serata inizia alle 4 di notte.
 ALLE. QUATTRO.DI. NOTTE.
Ma chi ci va??? Non noi, di certo.
La nostra teoria è che ci vadano i vecchi appena svegli...si sa che gli anziani si svegliano prestissimo.
I simpatici turisti grigi si alzano alle 4 del mattino, vanno a ballare al Pacha e poi sono pronti alle 6 ad andare in spiaggia.
Ecco perchè quando noi ci alziamo alle 8 è già pieno di vecchi ovunque sulle strade, stanno tornando...
In realtà io e Luca non sapremo mai chi veramente va al Pacha alle 4 perchè non saremo mai svegli fino a quell'ora. Non su questa isola. A meno che non ci svegliamo una volta IL MATTINO alle 4.
Se continuiamo così potrebbe succedere…
Forse ha ragione Luca: come generazione non avremo mai una pensione, questa per noi è un’occasione per sperimentare come vive un vero pensionato!

sabato 28 marzo 2015

Giorno 3-Invecchiare degnamente a Playa Del Ingles




Può un pomodoro deludere?  Può una mela sapere di pera?
La risposta a entrambe queste domande è :.
Ma ascoltare reggae ci rende spensierati e ci fa dimenticare continue piccole delusioni alimentari che colgono ogni italiano all’estero. Come ad esempio la ridotta scelta di carne nei supermercati, cruccio perenne di Luca, che da buon carnivoro ancora non se ne capacita.
Il terzo giorno mi vede alle prese col tentativo di fare caricature ai turisti, tentativo reso difficile dal fatto che appena mi distraggo degli anziani mi fregano la panchina. E appena si alzano altri anziani prendono il loro posto. La dura verità: sono più svelti di me.
Sempre il terzo giorno usciamo dalla nostra comfort-zone e ci avventuriamo in direzione del campo da golf, dove troviamo un bellissimo orto botanico, con alberi e piante da tutto il mondo…





Mentre io mi arrabbattavo (si dice ancora nel 2015?direi di no) con le caricature Luca compie il suo primo viaggio da solo nel deserto: ormai è un ometto.
Lì scopre (sempre che non sia un miraggio) le “vedette del sesso geriatrico”: Luca sostiene (e non mi assumo nessuna responsabilità) che degli anziani nudi si appostino tra le dune per trovare partner sessuali.





Le apposite strutture effettivamente ci sono (luca le ha soprannominate ‘nidi’) , si tratta di piccole dune circondate da sassi. Ed effettivamente in queste strutture si trovano anziani nudi in piedi, sull’attenti. Ed effettivamente alcuni si…ehm…toccano. A quanto pare. Sostiene Luca. Vabbè, insomma, passiamo ad altro, prima che l’Ufficio del Turismo ci denunci.
Ma che altro facciamo il terzo giorno se non invecchiare degnamente?
Una partita a biliardo e poi stremati a dormire ALLE DIECI DI SERA. Neanche quando sono  malato, in Italia. Ma tant’è.
Solo domani scopriremo dove sono andati tutti i giovani di Playa Del Ingles…stay tuned.

venerdì 27 marzo 2015

Giorno 2-I Culigrigi del Deserto




La mattina varie persone ci fanno desistere dal nostro proposito di cercare lavoro a Gran Canaria.
Di più non dico altrimenti il post viene troppo lungo, forse ne riparleremo più avanti.

Di pomeriggio andiamo a perderci nella celeberrima spiaggia di dune di Maspalomas, un vero e proprio piccolo deserto vicino al mare.
L’esperienza tra le dune non è raccontabile, il deserto ti cambia, il silenzio, inthedesertyoudontrememberyourname, ridersonthestorm ecce cc
Personalmente mi sembrava di essere su Marte, a volte sulla Luna, coi suoi crateri…
Diciamo che ci ha ricaricato e dato una nuova visione del posto…quando torni vedi Commerciolandia in modo diverso. Le dune sono qualcosa di meraviglioso e sono a pochi passi da casa nostra! Da provare.

Però una cosa ve la diciamo: occhio ai Culigrigi del Deserto!
Trattasi di vecchi nudisti che cavalcano le dune senza ritegno, senza vergogna e senza pietà (vedi foto allegate).






Dopo cena passiamo una piacevole serata ascoltando musica irlandese dal vivo in un pub. Scopriremo in seguito che ogni sera c’è lo stesso cantante che fa le stesse canzoni, giorno dopo giorno dopo giorno.
Eppure, ignari di questo, ce la godiamo, beata ignoranza nostra.
Luca celebra il tutto con questa frase, da scolpire nei vostri cuori:” I pensionati sono la nuova generazione, sembra Rimini dopo cena, ma con gli anziani”. A me più che Rimini ricorda Bordighera, ma più monotona.
Nel frattempo decidiamo di informarci su dove vanno i ggiovani a Maspalomas la sera.
Per cui fermo un gruppo di donzelle che però scappano impaurite dicendo ‘no, no, no’, senza neanche ascoltare cosa avevo da chiedere, neanche fossi stato un esibizionista con impermeabile nero.
Le malcagate (come si dice simpaticamente a Bergamo) esistono anche qui. Per fortuna un altro gruppo si mostra più disponibile e ci dice che la zona della Kasbah è quella che fa per noi. Ci ripromettiamo di andarci. Vi faremo sapere.
Dal secondo giorno inizia irreversibile il nostro processo di invecchiamento cellulare, che ci porterà ad andare a letto sempre prima e a svegliarci il giorno dopo sempre più presto…

giovedì 26 marzo 2015

Giorno 1-Parte 2



 Dopo pranzo arriva il caldo vero e io mi ritrovo a essere l’unico essere vivente sull’isola con i jeans lunghi.
Sembra un paese fatto apposta per passeggiare, Luca mi corregge, è un paese fatto per cazzeggiare.
Una cosa è certa: ora come ora E’ Un Paese Per Vecchi.
Un posto non è mai come te lo aspetti. Potremmo dire che nulla è mai come te lo aspetti.
E di certo non mi aspettavo di vedere passare un tamarrabbronzato e muscoloso che mentre cammina si scaccola col mignolo destro. Son bei momenti.
Altre cose degne di nota: Maspalomas è il regno del Commercialesimo. Gli anziani, saturi di souvenir, si spiaggiano andando a morire sulle sedie dei bar al sole e osservano la gente che passa, tutti seduti uguali ,tutti bermudati uguali, tutti con gli stessi occhiali da sole, tutti bianchi con zone arrossate della faccia e delle braccia. That’s tourism. Troveremo una nostra via originale vivendo qui o ci conformeremo vergognosamente? Diventeremo dei vecchi bianchi a chiazze rosse nell’arco di un mese? Dovete ammettere che sarebbe una mutazione davvero orribile.
Al momento in cui sto scrivendo queste righe stiamo per mangiare della carne di maiale che scadrà tra due giorni e ha un odore strano. Se non vi diamo più notizie avvertite le autorità. Grazie.

mercoledì 25 marzo 2015

Giorno 1-PARTE 1


Questo Diario Canario sarà atipico, aperiodico e sconclusionato. Sarà una gonzo-guida a Gran Canaria e non so dove ci/mi/vi/ porterà.  Bienvenidos!


Io e Luke arriviamo all’aeroporto di Gran Canaria.
La prima impressione è traumatica: dove è il sole? Cos’è questa pioggia diagonale? Sta arrivando uno tsunami?
Per fortuna ci sono le palme, altrimenti penseremmo di essere ancora a Bergamo, ma con un tempo peggiore rispetto a quello con cui siamo partiti.
Ci ripariamo sotto la fermata del pullman(dopo 40 minuti impiegati a trovarla) e piano piano l’acqua subentra da ogni parte, infiltrandosi quasi nella borsa del computer(computer da cui scrivo ora, per cui, tranquilli,  si è salvato).
Durante il viaggio in pullman notiamo due cose preoccupanti:
1)l’interno dell’isola è una brulicante brullità di nulla, c’è solo terra rossa e strane piante aride.
2) l’autista guida con visibilità ridottissima, tutto il suo maxiparabrezza è appannato, lui riesce giusto col gomito ad aprire una finestrella visibile sul mondo. E ciò gli basta.




Ricordiamo qui una frase di Luca: “Morirò in questa terra brulla. Come le vacche in Africa, con le ossa fuori.”
Infine il sacrosanto pullman giunge  a destinazione e ci salva da morte per affogamento, portandoci  nello strano Parco di Divertimenti Perenne che è Maspalomas, più precisamente Playa Del Inglès.
Playa Del Inglès a primo acchito è uno strano incrocio tra naturale e artificiale, una riserva protetta in cui l’essere umano può divertirsi e acquistare roba(soprattutto roba da mangiare) senza grossi problemi.
Tutto è colorato e a volte pacchiano, come in una sorta di mini Las Vegas europea per anziani.
Questa è la prima impressione, perlomeno.
A un certo punto, guardando il pavimento giallo mi è sembrato di essere a Topolinia.
La cosa positiva(per noi, giovani maschi single) è che ci sono vari gruppetti di ragazze da sole, ovvero gruppi di due o tre girls non accompagnate da amici/fidanzati/mariti di sorta.
Donne in vacanza e a caccia, insomma. Le vacanze tra amiche. Sappiamo cosa significa.
Ci sono anche tanti anziani, ovviamente, ma noi non li vediamo.
Sono tipo trasparenti per noi, ci sono e non ci sono. Invece le giovini risplendono di luce propria.