La mattina c’è un vento del porcamiseria.
A un certo punto sembra ci sia una mini-tempesta di sabbia nella Piazzetta e io penso “Ecco, lo tsunami”. Invece no, poi si calma e torna a livelli accettabili di porcamiseria.
A proposito di vento, Luca starnutisce così forte che si sposta di due metri e due vecchietti rischiano l’infarto.
Nel pomeriggio torniamo nel deserto, dove incredibilmente avvistiamo esemplari di Nudista Timidi.
Il Nudista Timido è un errore evolutivo non previsto dalla teoria darwiniana,poiché disadattato per definizione: se ti avvicini copre le sue intimità. Ma che nudista sei? Shame on you.
Allora vèstiti e smettila di fingerti alternativo.
Facciamo la spesa e un venditore di qualcosa (non sempre capiamo cosa cercano di propinarci) dice che ho gli occhi da persona che fa uso di marijuana (dicesi in italiano ‘fattone’). Il che non è un gran complimento visto che non fumo. Forse voleva vendermi something to smoke.
La sera finalmente arriviamo nella zona della Kasbah, la zona dei locali, e svariate bellissime ragazze ci corrono incontro: qualcosa non va, troppo strano. Qui c’è sotto un atrappola sicuramente.
E infatti scopriamo dove sono finite tutte le ragazze dell’isola che non abbiamo visto nei giorni precedenti: FANNO LE PR in zona Kasbah! Ci corrono incontro come fossimo lepri(e loro levrieri) per cercare di portarci nei locali per cui lavorano. Ci abbordano in ogni lingua possibile, ci seducono con ogni sorriso disponibile, eppure resistiamo nella nostra taccagneria e diciamo “Forse, dopo, ora facciamo un giro” (che scopriamo essere la tipica scusa degli italiani da queste parti).
A un certo punto i PR sono così tanti, sia maschi che femmine, che ci propongono la discoteca X o il bar Y o il giro in barca Z…così tanti che non li distinguo più dagli spacciatori. Più avanti scoprirò che alcuni spacciatori sono anche PR e viceversa.
Tutta la nostra resistenza taccagna va sprecata perché poi finiamo in uno dei mille barettini della zona tramite l’ennesima PR (e la cameriera carina con gli occhi cerbiatti), ascoltando un pessimo karaoke e bevendo un’ inaudita vodka-fanta.
E alle 11 siamo già abbastanza saturi di non-emozioni da decidere di tornare a casa.
Siamo decisamente fuori dal tunnel del divertimento.
Memorabile il dialogo con una simpatica PR:
PR: “Ah, italiani…Vi piace futbol?”
Io: “No”
PR:” No tenemos otro da dir”
Prima di tornare a casa riusciamo anche a finire al famoso Pacha, la discoteca più ‘in’ del posto. Qui conosciamo la prima ragazza del nostro viaggio che non cerca di venderci qualcosa . In realtà quando ci andiamo noi il Pacha non è davvero aperto. Perchèal pacha, il locale più esclusivo di Playa Del Ingles, la serata inizia alle 4 di notte.
ALLE. QUATTRO.DI. NOTTE.
Ma chi ci va??? Non noi, di certo.
La nostra teoria è che ci vadano i vecchi appena svegli...si sa che gli anziani si svegliano prestissimo.
I simpatici turisti grigi si alzano alle 4 del mattino, vanno a ballare al Pacha e poi sono pronti alle 6 ad andare in spiaggia.
Ecco perchè quando noi ci alziamo alle 8 è già pieno di vecchi ovunque sulle strade, stanno tornando...
In realtà io e Luca non sapremo mai chi veramente va al Pacha alle 4 perchè non saremo mai svegli fino a quell'ora. Non su questa isola. A meno che non ci svegliamo una volta IL MATTINO alle 4.
Se continuiamo così potrebbe succedere…
Forse ha ragione Luca: come generazione non avremo mai una pensione, questa per noi è un’occasione per sperimentare come vive un vero pensionato!








