martedì 12 maggio 2015

Giorno 20_Canarian Trip_A dieci centimetri dall'abisso



Il giorno 20 noleggiamo un’auto targata FCK e ci avventuriamo nel resto dell’isola. Ecco le principali tappe:

L'entroterra

Appena usciti da Maspalomas ci aspetta lo spettacolo desolante e magnifico della Brullitudine dell’entroterra canario. Terra arsa e rossa, terra di sud, terra di dove finisce la terra, direbbe Capossela.


Una terra arida con pochi arbusti e strani alberi, cactus, piante grasse e più fichi d’india della Calabria.


La Brullitudine si estende quasi ovunque e fa assomigliare il tutto al Gran Canyon, per chi come noi il Gran Canyon non l’ha mai visto. Ci addentriamo in questi paesaggi da Wile Coyote finchè non arriviamo alla cittadina(ma cittadina è una parola grossa, diciamo assembramento di case) di Fataga.

Fataga
Fataga è un piccolo labirinto di casette bianche, un paese veramente fuori dal mondo. In questo paesino i cani fanno le vedette sui tetti, come potete vedere dalla foto.


Le case sono così basse che ci salgono persino i cani.
A Fataga ci sono degli studi di artisti di vario tipo ma è mattina, talmente presto che sono tutti chiusi.
In 10 minuti giriamo tutto il paese e ripartiamo.



Roque Nublo

Dopo una serie di curve in macchina e una breve camminata si arriva allo spettacolare Roque Nublo. Un ammasso di enormi sassi arancioni, proprio di quelli che cadono in testa a Wile Coyote.
Qui vedo una piccola iguana selvatica!!!





Dopo l’esperienza del Roque Nublo faccio desistere Luca dall’andare sul Picco de Las Nieves, 1900 metri di altezza…insomma, non siamo mica Messner.
Il karma mi punirà nel viaggio di ritorno, come vedremo dopo.



Teror

Teror è un paesino senza infamia e senza lode, che Luca ha odiato. Io credo lo abbia odiato perché non abbiamo trovato un posto decente dove mangiare. Oddio, un posto carino c’era ma il proprietario si ostinava a volerci far sedere fuori al freddo pur avendo posti liberi all’interno. Una rapida girata di palle e ce ne siamo andati, optando per un barettino mediocre.


Las Palmas

Sulla Via della Brullitè in realtà ci sono delle zone abbastanza verdi, spesso con un sacco di palme.
Paradossalmente il posto con meno palme di Gran Canaria è la sedicente Las Palmas.
Di Las Palmas questa volta vediamo solo la spiaggia di Las Canteras (che liquiderei con un ‘niente di eccezionale’) e il lungomare (Paseo de Las Canteras), molto carino e pieno di locali e bar dove abbiamo avuto difficoltà a trovare un gelato che non costasse l’iradiddio.



La costa ovest

Se come me avete paura delle strade a precipizio sul mare non percorrete MAI la costa ovest di Gran Canaria. E'’uno strapiombo infinito su strade di montagna piene di curve e solo un guardrail vi separa dall’Abisso.

 Nonostante sia un posto dove una disattenzione può costarvi la vita può capitarvi che un camion percorra le curve a tutta velocità incurante della pericolosità della sua esistenza…
Da brividi. Pensavo di morire a ogni curva. Per fortuna è passato.

Puerto de Mogan
Dopo il terrore provato sulle strade della costa ovest, arrivare a Puerto di Mogan è stato come un bel risveglio alla fine di un incubo. Non fatevi fuorviare dal fatto che la chiamino ‘La piccola Venezia’ o stronzate del genere solo perché ha due o tre canali: venezia è un'altra cosa.
Ciò non toglie che Puerto de Mogan sia davvero un posto carino.
La cosa più emozionante è stato arrivare giusto in tempo per goderci il tramonto sull’oceano, seduti con altri ragazzi da tutta Europa, accompagnati in questo momento dalla magica musica di Mosè, musicista italiano giramondo, che pizzica le corde della sua chitarra in modo ipnotico e rilassante.




Dopo una bella cena sostanziosa in uno dei tanti ristorantini di Mogan, finalmente arriviamo a casa, con qualche anno di vita in meno e qualche emozione in più.








venerdì 1 maggio 2015

INTERVALLO



IL VOSTRO GONZO-REPORTER PREFERITO non so chi sia, per cui vi dovete accontentare di me.
Da pochi giorni sono tornato dal Viaggio Canario nella piangente località di Bergamo.
Qui un uggioso clima indefinito mi ha provocato prima tristezza inenarrabile, poi accettazione di un destino beffardo, infine la vana speranza che accomuna il genere umano da milioni di anni: CHE DOMANI CI SIA BEL TEMPO.
Vi svelo l’arcano: il blog non viene scritto in tempo reale, in quanto essendo il sottoscritto una misera creatura tridimensionale, egli è costretto a vivere le cose PRIMA e a scriverne DOPO.
Dannato tempo lineare.
Capirete che non è colpa mia, ma della struttura stessa del continuum spaziotemporale.
E’ inutile quindi che continuiate a chiedermi quando uscirà il prossimo post: NON LO SO. Non prevedo il futuro.
Data la mia limitatezza spaziotemporale, dal prossimo post vi narrerò in differita avvenimenti che risalgono ormai a due settimane fa circa, giorno più , giorno meno.
Voi fingete che stiano accadendo ora, se ciò vi fa piacere, che tanto noi umani ci illudiamo su così tante cose che una più una in meno…

P.s. Oggi è il PRIMO MAGGIO  e NESSUNO  dovrebbe lavorare, quindi accontentavi che già ho scritto ‘sta stronzata. Kisses.

lunedì 20 aprile 2015

Il carretto passava e quell’ uomo gridava “Viagra!”


Più giorni passano e meno cose rilevanti succedono a Maspalomas.
Piccole cose degne di nota:

- il custode del nostro complesso di appartamenti si innamora di una biondona tedesca27enne. Ci rivela rassegnato che ‘noi siamo giovani e liberi come farfalle, lui è ingabbiato tra moglie e figli’. Poi ci fa ascoltare una compilation infinita di musica disco anni ’70.

-arrivano due ragazze polacche nella hall del nostro complesso e sempre il custode ci descrive a loro come “two Italian gigolos”, sperando che la cosa ci aiuti a rimorchiarle.
 Illuso.
Loro ridono nervose e da allora ci schivano come Neo fa con le pallottole.

-Luca trova 20 € per terra
(so che state pensando ‘che culo’)

-sulla spiaggia c’è un venditore di cocco che per far ridere un po’ i turisti spesso urla ‘Viagra! Viagra!’…e alcuni vecchietti sembrano sinceramente interessati. A volte coccobello urla ‘Marijuana!LSD!’. Probabilmente scherza.

-abbiamo comprato un boomerang canario per 4 miseri euro. La commessa ci ha assicurato che funziona. L’abbiamo provato sulle dune: non torna indietro.

-dei ragazzi italiani ci vendono delle patate per strada praticamente al prezzo dell’hashish.
Inoltre ci informano che a breve ci saranno dieci giorni di gay pride, notizia che poi scopriamo essere completamente falsa. Avrete iniziato a intuire che qui la piccola truffa è all’ordine del giorno. Per fortuna non hanno la fontana di Trevi da vendere ai turisti.

-scopriamo il nostro bar ideale, il Klamotte. Il segreto del suo successo? Wi-Fi, biliardo, salatini, forza 4, è sul mare e una volta su due c’è buona musica. L’altra volta su due ci sono delle vecchie canzoni romantiche in spagnolo sinceramente inascoltabili. I proprietari lo sanno ma le mettono lo stesso, forse in un impeto di sadismo.


-andiamo a prenotare un’auto a noleggio e Luca batte con la mano sull’auto prescelta. Il venditore lo guarda malissimo.
Perché l’auto? Perché a breve partiamo per un giro dell’intera isola!
Ma di questo parliamo nel prossimo entusiasmante post…

mercoledì 15 aprile 2015

Giorno 12,13,14 Tisane & teenagers




Il dodicesimo giorno c’è una calma innaturale. E’ che Luca ha zittito tutti i ragazzini del palazzo, rovinando per sempre la Semana Santa (vedi episodio precedente).
Faccio per la prima volta il bagno nell’oceano. Acqua freddissima(ma non gelida quanto nei giorni precedenti). Riesco a stare dentro qualche minuto e per me è una grande vittoria.
Verso le 4 del pomeriggio Luca decide di mangiare all’ All you can eat dei cinesi, nutrendosi di sola carne per merenda. Prima del pasto gli portano una scodellina con un liquido leggermente verde…per cui Luke -indeciso all'inizio se berla o sciacquarsi le mani- dopo aver mangiato le costine si lava le mani nella tisana alla menta.



 Alla fine del pasto vediamo che gli altri clienti la bevono! Ma ormai la bevanda è piena di piccoli pezzi di cibo, per cui il nostro decide di sbarazzarsene versandola dalla finestra del ristorante sulla spiaggia di dune, che, ricordiamo, è patrimonio dell’Unesco.
E vabbè. Non siamo dei santi.
La sera la Kasbah per la prima volta è piena -ma piena!- di teenagers femmine in versione ‘non ho ancora capito il concetto di vedo-non vedo’ e di teenagers maschi in versione ‘evvai, questa è la volta buona che si tromba’. E’ pur sempre la Semana Santa. Molto Santa.



 La sera conosciamo l’ennesimo personaggio strano del nostro viaggio, colui che chiameremo il Colonnello Cortez, una sorta di guardia notturna che non farebbe paura nemmeno al leone del Mago di Oz.
Il Colonnello non fa nulla di utile eppure ci fa ridere sempre molto guardarlo in faccia perché è chiaramente innocuo, pur essendo armato. Gli manca proprio la faccia da sbirro cattivo, è un problema genetico.
La notte del tredicesimo giorno dormiamo malissimo per via di una rissa verbale alle 5 di notte tra un nostro connazionale e dei tabbozzi locali. L’italiano dal balcone grida “SPEGNI QUELLA CAZZO DI MUSICA,COGLIONE!”. E l’altro, in mezzo alla strada con l’autoradio a palla, alza ancora di più il volume e sbraita qualcosa che non capisco ma che conteneva ‘hicodeputa’ e ‘va’ al tuo paese’ in spagnolo.
A un certo punto i tabbozzi se ne vanno…
Forse è arrivato il Colonnello Cortez a metterli in riga?


Nah.
Non credo proprio.

Piccola nota inquietante: una sera alla Kasbah un losco PR simile a Will Smith malnutrito e con le occhiaie si avvicina a noi, guarda Luca minaccioso e gli sussurra “Yo te conosco”. E se ne va.
Cose che succedono, a Maspalomas…





mercoledì 8 aprile 2015

Giorno 10, 11-E' la Semana Santa, baby!


La vera svolta del viaggio: compriamo un pallone. E come due ragazzini idioti ci mettiamo a giocare a volleyball nell’ascensore (DON’T TRY THIS AT HOME).
A parte questo come al solito gli eventi a Maspalomas scarseggiano per cui ci mettiamo a correre col pallone sl bagnasciuga schivando la gente (cosa non si fa per evitare la noia).
Tornando a casa puliamo tutto e troviamo anche il tempo di addomesticare un piccione sul nostro balcone, addestrandolo a tornare con briciole di pane.
Intanto la Semana Santa si fa sentire e c’è un casino infernale. Musica ad altissimo volume a tutte le ore (e intendo tutte!), dagli appartamenti e dalle auto, e poi questi spagnoli comunicano tra loro urlando, ma solo perché è la Semana Santa! Negli altri giorni no!
Una sera Luca cerca di dormire mentre io disegno in soggiorno, saranno le due e mezza di notte…da sotto il nostro appartamento arrivano canzoni latinoamericane a volume ineguagliabile coi normali impianti.
A un certo punto Luca non ce la fa più. Il nonno bergamasco che è in lui si risveglia in tutta la sua potenza, esce in balcone in mutande e urla “Te! Sömiòt!!!” (traduzione in italiano: “Tu! Scimmiotto!”).
Lo Scimmiotto in questione lo guarda spaventato, inizialmente cerca uno scontro ma avrà avuto 16 anni e tanta paura per cui decide saggiamente di abbassare la musica. Non prima che una sua amica urli, sconvolta: ”Ma è la Semana Santa!!!!”. Come a dire: in settimana santa è anarchia, tutto è permesso, posso frantumarti timpani e coglioni con 80000 decibel alle tre di notte perché Cristo Nostro Signore risorgerà e salverà le nostre anime di giovani stronzi tamarri.
O almeno, questa è la mia interpretazione.
Il giorno dopo non volava una mosca. Nessun urlo, nessuna musica. La pace.
Luca ha distrutto la Pasqua canaria, un po' come il Grinch.
Abbiamo portato un po’ di Bergamo alle Canarie e la cosa peggiore è che ne siamo orgogliosi!
A presto nuovi aggiornamenti sull’eterno scontro Nonnichevoglionodormire Vs Tamarritruzzicasinari…

domenica 5 aprile 2015

Giorno 6,7,8 e 9



Scaglie di ozio e noia si irradiano a Maspalomas. Qui non c’è nulla da fare. Questa è la cruda verità. Le uniche possibilità di scampo all’abbrustolirsi come wurstel sulla spiaggia sono le attività sportive…ed ecco che in preda a un’inattesa frenesia di movimento in pochi giorni compiamo due imprese epiche: camminare per 12 Km(non vi sembrerà tanto, ma per i miei standard è epico) e  successivamente girare tutta Maspalomas in bici.
Una mattina infatti siamo andati a piedi da Playa Del Ingles al faro di Maspalomas, un pellegrinaggio doveroso per chi si trova qui. Ci abbiamo messo un’ora, sotto il sole cocente.
A un certo punto ci troviamo davanti a questa partita di beach volley:


Quando ci si mette in moto si trova sempre qualcosa di interessante…
Luca in realtà ha percorso ben VENTIQUATTRO Km e questo è il risultato:





Due giorni dopo abbiamo noleggiato delle bici ultrasportive ultraleggere ultraveloci ultraprofessional e abbiamo visitato gran parte della zona sud, dal faro a San Agustin e ritorno in pochissimo tempo: alle 4 già non sapevamo che cazzo fare.
Girare in bici ci ha permesso di vedere molte cose in poche ore e di constatare effettivamente che qui non c’è nulla, se non alberghi, residenze e supermercati. Addirittura potremmo dire che Playa Del Ingles è la zona di Maspalomas dove ci sono più stimoli!
Senza nulla togliere a Playa Del Ingles, questo è un posto dove si può solo oziare. Un posto da vacanze relax. Non esistono eventi culturali (se non un po’ di musica dal vivo nei soliti tre baretti, dove si esibiscono i soliti tre cantanti). Non c’è nulla, a parte supermercati, qualche locale alla Kasbah e allo Yumbo e davanti alla spiaggia. E poi appunto, spiaggia, dune e oceano, che sono ovviamente il fiore all’occhiello della zona e –se non lavori qui- diventano la tua unica destinazione di vita.
A parte la bici e la camminata la cosa più insolita che ci è successa è aver fatto una lavatrice.
Ah, e poi abbiamo imparato a schivare i PR. Oramai ci chiamano ‘bandidos’ perché una dopo l’altra decliniamo tutte le fantastiche offerte di happy hour e andiamo al solito locale, il loschissimo Garage, sordido bar in cui si esibiscono donne di facili costumi. E poi ti danno i salatini gratis.
La cosa più bella è vedere le facce dei padri di famiglia quando si rendono conto di dove hanno trascinato moglie e figli.
Una sera, attirato da un insolito bellissimo ritmo di djambe, ho costretto Luca a entrare in un altro bar (di cui non faccio il nome). Risultato: dopo una manciata di secondi, appena ci siamo seduti e abbiamo ordinato, i suonatori di bonghi hanno lasciato spazio a una band così trash che Umberto Smaila in confronto è Fabrizio de Andrè. Abbiamo finito i nostri drink in un’unica sorsata e siamo letteralmente scappati.
Eppure c’erano delle simpatiche sessantenni tedesche che apprezzavano molto e cantavano tutte le canzoni, urlando come scimmie infoiate appena scappate dallo zoo.
De gustibus...
A presto per nuove, incredibili avventure (forse)!





mercoledì 1 aprile 2015

Giorno 5- C'era una casa molto cariiina...


Inizia finalmente la Semana Santa a Maspalomas e arrivano orde di nuovi turisti e soprattutto turiste: i nostri ormoni di single impazziscono. Luca in spiaggia con gli occhi sgranati dice 300 volte di fila “Tipe. Tipe dappertutto.” Cerco (con evidente difficoltà) di sopportarlo e mi metto anch’io ad adocchiare le varie ragazze in topless, che sembrano finalmente rivaleggiare numericamente con i vecchi onnipresenti.
Il testosterone in circolo comunque non ci fa dimenticare le  piccole mille magagne della nostra casa, che ora vi elencheremo:
1) Da rubinetti e doccia esce solo acqua calda (vi lascio immaginare quanto sia piacevole lavarsi i denti).
2) Il frigorifero non si chiude bene (e si apre da solo) e inoltre il freezer non va, facendo colare acqua su ogni maledetto cibo che compriamo. E rendendo ovviamente vano comprare cibi surgelati.
3) Per qualche strano motivo dopo la doccia il bagno si allaga ma solo in un punto.
4) La porta è difettosa: prima di capire bene come funziona (devi spingerla verso l’alto mentre chiudi a chiave) ci è capitato di rimanere bloccati dentro casa con panico moderato annesso.
5) Ci portano la tv ma senza cavo dell’antenna. Quindi possiamo guardare del bellissimo disturbo di fondo.
6) Il fornello non è a gas ma con le piastre elettriche e prima di carpire il suo segreto ci mettiamo ogni volta 40-50 min a far bollire l’acqua per la pasta.
7) Finestre e porte dell’armadio si chiudono male e ogni volta che le tocchi ti sembra ti stiano per crollare addosso.
8) Sabbia, sabbia dappertutto. Ma quella è colpa nostra. Se almeno ci fosse l’aspirapolvere…
Nonostante questo ci adattiamo a tutto e il nostro buonumore incrollabile è rafforzato dall’aver scoperto sacche di gioventù in questo deserto di vecchiume e da un clima che ogni giorno si fa sempre più caldo.
Ma la domanda rimane: ora c’è tanta gente ma dove vanno tutti la sera???
Prossimamente (forse) la risposta.