domenica 5 aprile 2015

Giorno 6,7,8 e 9



Scaglie di ozio e noia si irradiano a Maspalomas. Qui non c’è nulla da fare. Questa è la cruda verità. Le uniche possibilità di scampo all’abbrustolirsi come wurstel sulla spiaggia sono le attività sportive…ed ecco che in preda a un’inattesa frenesia di movimento in pochi giorni compiamo due imprese epiche: camminare per 12 Km(non vi sembrerà tanto, ma per i miei standard è epico) e  successivamente girare tutta Maspalomas in bici.
Una mattina infatti siamo andati a piedi da Playa Del Ingles al faro di Maspalomas, un pellegrinaggio doveroso per chi si trova qui. Ci abbiamo messo un’ora, sotto il sole cocente.
A un certo punto ci troviamo davanti a questa partita di beach volley:


Quando ci si mette in moto si trova sempre qualcosa di interessante…
Luca in realtà ha percorso ben VENTIQUATTRO Km e questo è il risultato:





Due giorni dopo abbiamo noleggiato delle bici ultrasportive ultraleggere ultraveloci ultraprofessional e abbiamo visitato gran parte della zona sud, dal faro a San Agustin e ritorno in pochissimo tempo: alle 4 già non sapevamo che cazzo fare.
Girare in bici ci ha permesso di vedere molte cose in poche ore e di constatare effettivamente che qui non c’è nulla, se non alberghi, residenze e supermercati. Addirittura potremmo dire che Playa Del Ingles è la zona di Maspalomas dove ci sono più stimoli!
Senza nulla togliere a Playa Del Ingles, questo è un posto dove si può solo oziare. Un posto da vacanze relax. Non esistono eventi culturali (se non un po’ di musica dal vivo nei soliti tre baretti, dove si esibiscono i soliti tre cantanti). Non c’è nulla, a parte supermercati, qualche locale alla Kasbah e allo Yumbo e davanti alla spiaggia. E poi appunto, spiaggia, dune e oceano, che sono ovviamente il fiore all’occhiello della zona e –se non lavori qui- diventano la tua unica destinazione di vita.
A parte la bici e la camminata la cosa più insolita che ci è successa è aver fatto una lavatrice.
Ah, e poi abbiamo imparato a schivare i PR. Oramai ci chiamano ‘bandidos’ perché una dopo l’altra decliniamo tutte le fantastiche offerte di happy hour e andiamo al solito locale, il loschissimo Garage, sordido bar in cui si esibiscono donne di facili costumi. E poi ti danno i salatini gratis.
La cosa più bella è vedere le facce dei padri di famiglia quando si rendono conto di dove hanno trascinato moglie e figli.
Una sera, attirato da un insolito bellissimo ritmo di djambe, ho costretto Luca a entrare in un altro bar (di cui non faccio il nome). Risultato: dopo una manciata di secondi, appena ci siamo seduti e abbiamo ordinato, i suonatori di bonghi hanno lasciato spazio a una band così trash che Umberto Smaila in confronto è Fabrizio de Andrè. Abbiamo finito i nostri drink in un’unica sorsata e siamo letteralmente scappati.
Eppure c’erano delle simpatiche sessantenni tedesche che apprezzavano molto e cantavano tutte le canzoni, urlando come scimmie infoiate appena scappate dallo zoo.
De gustibus...
A presto per nuove, incredibili avventure (forse)!





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